16 marzo 2015

Recensione "Possessione" - A. S. Byatt

A. S. Byatt
Possessione. Una storia romantica


ISBN: 9788806175023

Pagine: 514

Traduttori: Anna Nadotti

Editore: Einaudi


Roland Michell, giovane studioso londinese mite e riservato, trova accidentalmente in un libro appartenuto a un poeta vittoriano due minute di una lettera indirizzata a una donna. Roland s'improvvisa detective, scopre l'identità della destinataria di quella missiva e coinvolge nelle ricerche la collega Maud Bailey. Ripercorrendo i passi della donna e dell'uomo vissuti un secolo prima, visitando i luoghi dei loro incontri e studiando le opere, i due giovani ricostruiscono e ben presto rivivono, una perduta storia d'amore. I successi di pubblico e di critica mettono in luce quella passione che s'impadronisce del lettore impedendogli di separarsi dal libro finché non sarà arrivato a scoprire la traccia di verità, svelata nel rocambolesco finale.


Recensione:

A. S. Byatt è un genio. Ho avuto il piacere di ascoltare una sua conferenza sul romanzo "Middlemarch" due anni fa al Cheltenham Literature Festival e presa dall'entusiasmo ho ingenuamente deciso di scrivere la mia imminente tesi di laurea sul romanzo di cui vi parlerò. Dico ingenuamente perché ho scelto l'argomento basandomi sulle innumerevoli recensioni positive a riguardo, ma senza aver effettivamente nemmeno provato a leggere il romanzo. Dopo un tentativo di lettura finito in partenza, sconforto e rimpianti, sono finalmente riuscita a leggere questo complicato romanzo e ne sono immensamente orgogliosa. Anche perché adesso posso finalmente iniziare a scrivere la mia tesi con idee chiare in testa, ma questa è un'altra storia.
La copertina della versione inglese
che ho letto.

Ho letto questo romanzo, vincitore nel 1990 del Booker Prize, in una settimana e ho dedicato animo e corpo a questa lettura. La fitta rete di riferimenti mitologici, il linguaggio spesso accademico e la specificità degli argomenti trattati mi avevano fatto abbandonare prematuramente il romanzo bollandolo come un romanzo elitario e un po' spocchioso, ma sotto a tutti questi paroloni l'autrice ha creato un puzzle perfetto che coinvolge il lettore e lo trasporta fisicamente in un'altra dimensione: i mondi di Randolph Henry Ash e Christabel LaMotte, due autori ottocenteschi non realmente esistiti, ma estremamente verosimili. La loro vita e la loro produzione letteraria è ricostruita talmente con maestria che ho dovuto controllare che fossero davvero personaggi fittizi. Anche i personaggi "contemporanei" sono caratterizzati in modo molto particolare e ho apprezzato particolarmente la dottoressa Maud Bailey, che ho preso in simpatia da subito. Descritta come una "donna gelida", mi è sembrato uno dei personaggi più umani ed interessanti del romanzo e la la rivelazione nel finale l'ha automaticamente eletta mio personaggio preferito.

Il pastiche di stili e generi creati dall'autrice è notevole e forse uno dei migliori che abbia mai avuto il piacere di leggere. Byatt inserisce nel suo romanzo lettere, diari, poesie, saggi, in un valzer di stili molto particolare. Ovviamente questa ricchezza letteraria ha i suoi pro e contro. Accresce il valore letterario, ma diminuisce la scorrevolezza rendendo, così, il romanzo un po' criptico per un lettore non abituato a questa varietà di registri e stili. Più volte ho dovuto rileggere interi paragrafi per non fraintendere il significato di alcune parole e con rammarico devo ammettere che non ho letto interamente tutte le poesie. I temi affrontati nel romanzo sono ancora più numerosi degli stili. Il rapporto con il passato, la competizione dell'ambiente accademico, il femminismo, l'omosessualità femminile, l'ossessione legata al possedere oggetti e persone, l'amore sono solo alcuni dei temi sviluppati in Possessione ed è proprio il titolo, sul quale ho riflettuto a lungo, a legarli tutti assieme.

Non penso sia un romanzo per tutti e per questo motivo l'ho definito elitario. Questa mia definizione, però, non ha necessariamente una connotazione negativa. Per apprezzare al 100% un lavoro di questo genere bisogna avere una certa familiarità con la letteratura inglese ottocentesca ed essere pronti a sacrificare un paio di neuroni per il bene della conoscenza. Sono uscita vittoriosa da questa sfida e ne vado molto fiera. Sono pronta a mettere di nuovo in gioco le mie sinapsi a breve.

Independent women must expect more of themselves, since neither men nor other more conventionally domesticated women will hope for anything, or expect any result other than utter failure. ― A.S. Byatt, Possession


4 STELLE e un piccolo meno per i neuroni consumati durante la lettura.
(5 stelle alla traduttrice per il lavoro immenso)

15 marzo 2015

Novità della settimana - Baricco, Palazzesi, Morani.

In questa ventosa domenica di marzo, diamo un'occhiata ad alcune delle più interessanti uscite della prossima settimana.

Alessandro Baricco
La Sposa giovane

Pagine: 192

In libreria dal 18 marzo 2015


Editore: Feltrinelli


Siamo all’inizio del secolo scorso. La promessa Sposa è giovane, arriva da lontano, e la Famiglia la accoglie, quasi distrattamente, nella elegante residenza fuori città. Il Figlio non c’è, è lontano, a curare gli affari della prospera azienda tessile. Manda doni ingombranti. E la Sposa lo attende dentro le intatte e rituali abitudini della casa, soprattutto le ricche colazioni senza fine. C’è in queste ore diurne un’eccitazione, una gioia, un brio direttamente proporzionale all’ansia, allo spasimo delle ore notturne, che, così vuole la leggenda, sono quelle in cui, nel corso di più generazioni, uomini e donne della famiglia hanno continuato a morire. Il maggiordomo Modesto si aggira, esatto, a garantire i ritmi della comunità. Lo Zio agisce e delibera dietro il velo di un sonno che non lo abbandona neppure durante le partite di tennis. Il Padre, mite e fermo, scende in città tutti i giovedì. La Figlia combatte contro l’incubo della notte. La Madre vive nell’aura della sua bellezza mitologica. Tutto sembra convergere intorno all’attesa del Figlio.
E in quell’attesa tutti i personaggi cercano di salvarsi.




Marta Palazzesi
Spire di Fuoco

Pagine: 304

In libreria dal 18 marzo 2015


Editore: Giunti Y


Uno scontro all'ultimo sangue per un finale che vi lascerà senza fiato. L'emozionante capitolo conclusivo della trilogia "La Casa dei Demoni".

Tu non conosci la paura, si è sentita dire tante volte dopo uno dei suoi gesti avventati.
Ma adesso Thea, la giovane cacciatrice di demoni Azura, sa che non è così: la morte improvvisa di qualcuno a lei caro sta facendo vacillare la sua spavalderia. Soprattutto quando, durante una spedizione nel folto dei boschi rumeni, si trova di fronte un nuovo, insidioso nemico: le Vâle Nere, entità malefiche delle foreste. Ma le sfide non sono finite. Rientrata a Palazzo, Thea scopre che il padre Zarmayr se ne è andato senza spiegazioni, ossessionato da una sua personale crociata. Ormai la ragazza può contare soltanto sull'amore di Damian, ancora più forte dopo tante difficoltà. Eppure neanche lui potrà aiutarla quando si ritroverà nella torre nera di Vera Ruja, potentissima regina delle Vâle...



Simona Morani
Quasi arzilli

Pagine: 176

In libreria dal 18 marzo 2015


Editore: Giunti


Una commedia dall'atmosfera inconfondibile dove si ride fino alle lacrime con una punta di malinconia. Un'Italia in via di estinzione, ma tanto cara, vivace ed emozionante da non volerla abbandonare mai.


Nello storico bar La Rambla, nel cuore dell'Appennino Reggiano, la mano di briscola è più triste del solito. Nemmeno i caffè alla sambuca di Elvis riescono a tirare su il morale. Ermenegildo, infatti, non ha lasciato solo una sedia libera, ma anche un grande vuoto nel cuore dei suoi amici e uno spettro con cui fare i conti: dopo la vecchiaia c'è la morte. E dopo la morte? Ognuno cerca di reagire a modo suo: Ettore non riesce a dormire e tutte le mattine, puntuale come un orologio, si presenta nello studio del dottor Minelli. Gino, detto "Apecar" per via dello sgangherato mezzo con cui circola, non vuole abbandonare la guida nonostante non ci veda più e sia un autentico pericolo pubblico. Basilio, ex comandante della 26° Brigata Garibaldi, si scaglia contro il ''nemico'', un ragazzo bosniaco che ha preso in gestione il negozio di frutta e verdura appartenuto al compianto Ermenegildo. Nel frattempo però, sulla scombinata combriccola incombe un'ulteriore minaccia. Corrado, il nuovo agente della polizia municipale, sembra avere un'unica missione: spedire tutto il gruppo alla Villa dei Cipressi, la nuova casa di riposo che sta per essere inaugurata nel paesino...
Esilaranti, dolci e commoventi, arrivano gli irresistibili vecchietti del bar La Rambla.

13 marzo 2015

Recensione "Io prima di te" - Jojo Moyes

Un libro travolgente, commovente e profondo.

Jojo Moyes
Io prima di te


ISBN: 9788866210818

Pagine: 396

Traduttori: Maria Carla Dallavalle

Editore: Mondadori


A ventisei anni Louisa Clark sa tante cose.
Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione.
A trentacinque anni Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima e che l'ha inchiodato su una sedia a rotelle gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti.
Nessuno dei due, comunque, sa che la propria vita sta per cambiare per sempre.

Recensione:

Ho iniziato a leggere questo romanzo per puro caso su un treno diretto a Graz (Austria). Tre ore di viaggio da sola, tanta noia e un Kindle pieno zeppo di titoli che non ricordavo nemmeno di aver inserito. Senza neppure leggere la sinossi, mi sono buttata nella lettura di questo libro nella versione originale in inglese Me Before You. Dalla copertina mi pareva una lettura leggera, spensierata, adatta a quella situazione di passaggio, ma mi sbagliavo.

L'incidente che accade nelle prime pagine mi ha preso del tutto alla sprovvista e quasi volevo interrompere la lettura. Un altro libro triste, mi sono detta. No, non sono dell'umore adatto per queste cose. Voglio una bella storia romantica con un lieto fine scontato, ma che scaldi il cuore. Quel momento di sconforto, però, veniva compensato da una curiosità che parola per parola si faceva sempre più invadente. Si capisce subito dalle prime pagine che i due protagonisti sono destinati ad incontrarsi e scontrarsi, ma questa consapevolezza non rovina lo svolgimento dell'azione. La bravura dell'autrice sta proprio nel soddisfare le aspettative del lettore che vede evolversi lentamente il rapporto tra Louisa e Will. Questa prevedibilità rende ancora più doloroso il colpo di scena che, ovviamente, non rivelerò perché non voglio rovinarvi la sorpresa.

Due cose che ho apprezzato particolarmente sono la caratterizzazione dei protagonisti e il romanticismo mai patetico e stucchevole che mi sarei potuta aspettare da un romanzo di questo tipo. Si tratta sicuramente di una straziante storia d'amore che più volte mi ha fatto versare qualche lacrima, o meglio qualche centinaia, ma la narrazione offre vari livelli di lettura. C'è tanto romanticismo, ma sicuramente non solo quello. Trovo che la Moyes abbia affrontato temi come l'invalidità e il dolore con molta sensibilità e intelligenza. Sarebbe, infatti, troppo facile provocare nel lettore solamente un grande senso di pena nei confronti di Will. Louise, in veste di alter ego del lettore, si arrabbia, si diverte, piange, riflette, si fa prendere da un gran senso di sconforto e fa un costante analisi di coscienza. Uno spettro di sentimenti piuttosto variegato, oserei dire.

Nonostante fossi nel bel mezzo di una movimentata sessione di esami, non ho potuto fare a meno di finire questo libro in tempo record. Sono quasi quattrocento pagine, ma vi assicuro che mi sono sembrate molte meno. La sensazione di vuoto a fine romanzo è particolarmente intensa e dolorosa. Il finale è difficile da accettare e nel mio cervello circolava solamente un tormentato "E ADESSO?!?". E adesso si cerca un nuovo romanzo da divorare per riempire il vuoto lasciato da Will e Louise.

5 STELLE e un piccolo meno per il trauma.

Se la mia recensione vi ha incuriosito, leggete gratuitamente il primo capitolo sul sito ufficiale Mondadori.

Jojo Moyes (1969), è nata e cresciuta a Londra. Scrittrice e giornalista, ha lavorato all'"Independent" per dieci anni prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Attualmente è una delle più affermate scrittrici in Inghilterra. I suoi romanzi sono sempre in testa alle classifiche e riscuotono un grande successo di critica e di pubblico. Il suo romanzo Io prima di te (Mondadori, 2013) è stato il libro più votato nella storia del "Richard and Judy Book Club". Nel 2014 Mondadori ha poi pubblicato Luna di miele a Parigi e La ragazza che hai lasciato. L'autrice vive nell'Essex con il marito e tre figli.

Visita il sito ufficiale dell'autrice.

28 luglio 2013

Recensione "Le ore" - Michael Cunningham

Quanto è complicato recensire uno dei propri libri preferiti?

Michael Cunningham
Le ore


ISBN: 978-8845249778

Pagine: 167

Editore: Bompiani


Solo la letteratura può restituire un senso alle nostre vite confuse e sghembe. Anzi, la letteratura è il solo specchio dentro cui la vita, riflettendosi, giunge per un momento a dire se stessa. È l'idea centrale di questo romanzo. Tre donne lo abitano. La prima è una donna famosa, una scrittrice famosa: Virginia Woolf, ritratta a un passo dal suicidio, nel 1941, e poi, a ritroso nel tempo, mentre gioca col dèmone della sua scrittura. Le altre due sono donne che abitano luoghi e tempi diversi. Clarissa Vaughan, un editor newyorkese di oggi e Laura Brown, una casalinga californiana dell'immediato dopoguerra.

Recensione:
Ho scoperto questo capolavoro con un ritardo clamoroso, ma l'anno scorso ho finalmente aperto gli occhi ed è stato amore a prima vista, un colpo di fulmine a tutti gli effetti. Lo stile di Cunningham mi ha coinvolto dalle prime righe e mi ha trasportato in questo bellissimo viaggio nelle vite di tre figure femminili molto affascinanti e complicate. L'autore si è ispirato al romanzo di Virginia Woolf, pubblicato nel 1925, La signora Dalloway e oltre ad aver inserito direttamente il personaggio della tormentata scrittrice, ha incluso numerosissimi riferimenti più o meno immediati al libro in questione. Per esempio, Clarissa Vaughan, l'editor newyorkese, è soprannominata "signora Dalloway" dall'amico scrittore Richard Brown e Laura Brown, la casalinga californiana, ama isolarsi e perdersi tra le pagine di La signora Dalloway. I riferimenti all'ipotesto (La signora Dalloway), spaziano dal carattere dei personaggi, ai gesti e addirittura ai dialoghi, con l'inserimento di alcune citazioni dirette. Detto questo, non è obbligatorio aver letto il romanzo della Woolf per apprezzare Le ore, ma sicuramente è un bonus che permette di cogliere arguti collegamenti. 

Le storie delle tre protagoniste, sebbene siano ambientate in luoghi e periodi storici differenti, continuano a sovrapporsi, sottolineando la fluidità del tempo e dello spazio. Temi ricorrenti come l'importanza del passato, la voglia di evadere, la malattia, il suicidio, la letteratura e la creazione artistica legano ulteriormente le tre storie e danno un senso di continuità alla narrazione. Un aspetto del romanzo che ho particolarmente apprezzato è la capacità di Cunningham di cambiare stile per adattarsi all'epoca e al luogo in cui è ambientata la storia. Difficilmente ho trovato un pastiche così ben riuscito. L'inserimento del discorso indiretto libero, tratto distintivo della Woolf, ben si adatta al tono della narrazione e l'alternanza tra momenti di dialogo ed altri più introspettivi mantengono un ritmo costante e tengono il lettore incollato alle pagine del romanzo. In parole povere, non c'è una storia più importante ed "interessante" delle altre, ma ci troviamo di fronte a tre autentiche protagoniste. L'autore, inoltre, è stato in grado di creare dei personaggi secondari a tutto tondo, menzione d'onore allo scrittore malato di AIDS Richard Brown. Chiamarlo "personaggio secondario" è quasi un errore.

In questo romanzo Cunningham è stato in grado di indagare con grande profondità e sensibilità numerose sfumature dell'animo umano e a creare una profonda empatia tra personaggio e lettore. Già dal prologo, che contiene la straziante lettera d'addio di Virginia Woolf al marito Leonard, si può comprende l'intensità dei sentimenti che verranno poi sviluppati all'interno della narrazione. L'intreccio non è particolarmente elaborato, ma certe pagine sono davvero un pugno allo stomaco, ma in senso positivo.

Per concludere, quando si parla di Le ore, non si può fare a meno di menzionare il pluripremiato film del 2002, diretto da Stephen Daldry, The Hours. Mi limiterò a dire che, secondo me, Nicole Kidman, Julianne Moore e Meryl Streep sono state scelte perfette per incarnare le tre protagoniste. So che la Kidman ha vinto l'Oscar come miglior attrice per la sua interpretazione di Virginia Woolf, ma il mio personale Oscar va a Julianne Moore. Davvero commovente e straziante. Consiglio a tutti sia il libro che il film (in questo ordine). 

5 STELLE piene con lode.

21 luglio 2013

Anglophilia: "The Emperor's Babe" di Bernardine Evaristo

Dopo mesi e mesi passati ad analizzare ogni sua singola parola nella mia tesi di laurea triennale, mi ero riproposta di non aprirlo per un bel po', ma per voi lettori questo ed altro. Sto parlando del romanzo in versi The Emperor's Babe (2001) della scrittrice anglo-nigeriana Bernardine Evaristo. Nonostante sia stato eletto nel 2009 dal quotidiano The Times come uno dei cento migliori libri del decennio, non ha mai raggiunto la popolarità in Italia (se non in ambiente accademico) e non mi risulta sia in commercio una traduzione. Lettori anglofili, siete pronti per un'avventura tragicomica tra toghe Armani e Valentino?


Bernardine Evaristo
The Emperor's Babe

ISBN: 9780140297812

Pagine: 250

Editore: Hamish Hamilton/Penguin

2001

Siamo nel 211 d.C.. In una Londinium immaginaria, ma perfettamente ricostruita nei minimi dettagli, seguiamo le avventure di Zuleika, la giovane protagonista di origini sudanesi. La ragazza viene data in sposa ad un ricco senatore romano e inizia, così, la sua nuova vita tra le quattro mura di una lussuosa villa nel centro della capitale britannica, in cui viene educata dai migliori maestri come una perfetta civis romana. Zuleika, però, abituata alle scorribande con l'amica Alba e il transessuale Venus, si sente come un canarino in gabbia e per questo intreccia una relazione potenzialmente pericolosa con l'imperatore Settimio Severo, in visita nella capitale.

L'intreccio è semplice e lineare, ma lo stile utilizzato è ciò lo rende così interessante. L'intento dell’autrice, infatti, è quello di raccontare una storia attraverso la poesia e sfatare il mito di un genere tradizionalmente impegnato e necessariamente ostico. I suoi distici liberi scorrono via veloci e vengono alternati a componimenti di forma metrica variabile utilizzati per sottolineare i momenti più intimi e delicati. I suoi versi vivaci e pungenti permettono al lettore di seguire l’intreccio senza quasi accorgersi che si tratta di un romanzo in versi. Inoltre, il suo particolare stile ha il compito di far emergere un tema importante di questo romanzo: la continuità che esiste tra cultura classica e cultura contemporanea. Tutto ciò si traduce in una fitta rete di riferimenti presi dalla cultura pop, dal mondo classico e dall'universo letterario. Inoltre, lingue come latino, italiano, scozzese, francese e dialetto cockney vengono vorticosamente alternate e plasmate con l’obiettivo di creare una nuova lingua ibrida che rispecchi la natura multiculturale e multietnica di Londinium. L'anacronismo regna volontariamente sovrano e non mancano riferimenti alle griffe d’alta moda: l'imperatore indossa una toga Armani e Zuleika, da vera fashion victim, sfoggia un abito Valentino. Non mancano, poi, i temi importanti come l'emarginazione, la multiculturalità, la questione dell'identità e la figura della donna.

The Emperor's Babe è un romanzo molto ricco sia dal punto di vista linguistico, sia da quello tematico. Non è un libro semplicissimo da leggere in lingua originale, soprattutto se si vogliono cogliere tutte quelle sfumature a cui ho accennato, ma lo consiglio vivamente. Sicuramente tradurlo non sarà un'impresa facile, ma spero che prima o poi qualcuno lo faccia.

Per farvi un'idea dello stile, vi riporto alcuni versi:

"He made me read Homer’s Iliad,
which I found bloody tedious, quite frankly.

All about the siege of Troy. I mean, who cares?
Just an intsy-wintsy bit old-fashioned?

Theodorous says I shouldn’t write poetry
until I’ve studied the last thousand years

of the canon, learnt it off by heart
and can quote from it at random, and imitate it

before attempting my own stuff, and he says
it’s imperative I start with hendecasyllables

à la Pliny Jr, but I retaliated, saying
I found the lot of it B-O-R-I-N-G,

to be honest, and then he really lost it,
said poetry’s supposed to be difficult ‘cos

it’s high art, otherwise any Tom, Dick
or Hortensius would understand it, yeah!"


© Bernardine Evaristo, The Emperor's Babe, pp. 83-84.



Photo Credit: Hayley Madden

Bernardine Evaristo è nata e cresciuta a Londra da mamma inglese e padre nigeriano. Quarta di quattro figli, è cresciuta a Woolwich, South London, e ha studiato come attrice e ha lavorato in teatro. Per maggiori informazioni, date un'occhiata al sito ufficiale.